Applicazione del sistema ADR per il trasporto dei rifiuti

Applicazione del sistema ADR per il trasporto dei rifiuti

Alessandro Nicolini

In base a quanto disposto dal D.Lgs. 152/06, così come modificato dal D.Lgs. 205 del

03/12/2010 sono da classificare come rifiuti pericolosi i seguenti:

  • Rifiuti pericolosi in base al ciclo produttivo;
  • Rifiuti pericolosi in funzione del sussistere delle caratteristiche di pericolo di cui

all’allegato D del succitato D.Lgs. 152/06.

Nel primo caso si parla di rifiuti intrinsecamente pericolosi. La loro pericolosità è desunta in maniera automatica in base al loro ciclo produttivo.

Nel secondo caso si parla di rifiuti che possono essere pericolosi o meno in funzione di test analitici specifici e superamento delle condizioni elencate all’allegato D.

Il trasporto su strada delle merci pericolose è regolamentato dall’ACCORDO ADR

(accordo europeo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose su strada).

Esso è stato sottoscritto per la prima volta dagli Stati che vi hanno aderito nel settembre del 1957 ed ha subito costanti aggiornamenti associati al progresso tecnologico. L’ultimo aggiornamento risale al 2011.

I rifiuti pericolosi sono a tutti gli effetti delle merci pericolose e pertanto sono

sottoposte alle condizioni di applicazione dell’ADR.

Le classi di pericolo per il trasporto su strada di merci (o rifiuti) pericolosi secondo l’ADR

sono le seguenti:

  • Classe 1: Materie ed oggetti esplosivi;
  • Classe 2: Gas;
  • Classe 3: Liquidi infiammabili;
  • Classe 4.1: Solidi       infiammabili,      materie        autoreattive      ed      esplosivi        solidi

desensibilizzati;

  • Classe 4.2: Materie soggette ad accensione spontanea;
  • Classe 4.3: Materie che, a contatto con l’acqua, sviluppano gas infiammabili;
  • Classe 5.1: Materie comburenti;
  • Classe 5.2: Perossidi organici;
  • Classe 6.1: Materie tossiche;
  • Classe 6.2: Materie infettanti;
  • Classe 7: Materiali radioattivi;
  • Classe 8: Materie corrosive;
  • Classe 9: Materie e oggetti pericolosi diversi.

E’ evidente da tale elenco che i rischi considerati per il trasporto delle merci e dei rifiuti

pericolosi sono associati a rischi “immediati” o comunque generalmente a breve termine.

Le indicazioni di sicurezza per il trasporto in ADR di una merce o di un rifiuto pericoloso sono relative principalmente alle condizioni di manipolazione in caso di evento accidentale durante il trasporto.

Ad esempio non viene considerato il rischio “cancerogeno” ai fini del trasporto ADR, probabilmente in quanto si presume che in caso di evento accidentale l’esposizione non possa comportare rischi, in quanto di tipo occasionale.

La classe 9 è una classe residuale dove confluiscono diversi rischi, diversi da quelli compresi sotto il titolo delle altre classi.

Le materie e gli oggetti della classe 9 sono suddivisi come segue:

– M1

– M2

– M3

– M4 – M5

– M6-M8

– M6 – M7 – M8

– M9-M10

– M9

– M10 – M11

Materie che, inalate sotto forma di polvere, possono comportare un

rischio per la salute;

Materie ed apparecchi che, in caso di incendio, possono formare

diossine;

Materie sviluppanti vapori infiammabili;

Pile al litio;

Dispositivi di salvataggio;

Materie pericolose per l’ambiente:

Materie pericolose per l’ambiente acquatico, liquide; Materie pericolose per l’ambiente acquatico, solide;

Microrganismi e organismi geneticamente modificati;

Materie trasportate a caldo:

Liquide; Solide;

Altre materie che presentano un pericolo durante il trasporto ma che

non corrispondono alle definizioni di nessun’altra classe.

Ipotizziamo di volere classificare una miscela composta dalle seguenti materie:

– Acetone                                     30%

– Acetato di etile                             25% – Nafta da petrolio      45%

La miscela ha un punto di infiammabilità pari a 7°C ed ha una temperatura di ebollizione

pari a 78°C (dati sperimentali).

Inoltre la nafta da petrolio ha una tossicità per l’ambiente acquatico CL50 pari a 0,75 mg/l e

non è rapidamente degradabile.

Assegnazione classe, gruppo di imballaggio e numero ONU

Per classificare la miscela ai fini del trasporto, è necessario individuare tutti i possibili rischi

di pericolo che la miscela può mostrare, tenendo in considerazione il contributo di ogni sostanza presente.

Per poter individuare i rischi di pericolo di ogni sostanza si consulta la scheda dati di

sicurezza. Dalla scheda dati di sicurezza si deduce:

PERICOLOSITA’ AI FINI DEL

SOSTANZA                                DATI

TRASPORTO

Pericolo                    Classe e Gruppo di

imballaggio

Acetone

Acetato

etile

Nafta

petrolio

Punto di infiammabilità = -20°C

Punto di ebollizione = 56°C

di Punto di infiammabilità = -4°C

Punto di ebollizione = 77°C

da Punto di infiammabilità = 48°C

Punto di ebollizione = 100°C

Infiammabilità

Infiammabilità

Infiammabilità

Classe 3

P G II

Classe 3

P G II

Classe 3

P G III

CL50 96 h (per i pesci)= 0,75 Pericolosità

mg/l                                                        per l’ambiente

S o st .            non             rapidamente

degradabile

Sulla base delle informazioni riportate nella scheda dati di sicurezza i rischi da valutare

so n o :

– Infiammabilità;

– Pericolosità per l’ambiente.

INFIAMMABILITA’

Per la valutazione dell’infiammabilità, si confrontano i dati del punto di infiammabilità e punto di ebollizione determinati sperimentalmente sulla miscela, con le disposizioni riportate al 2.2.3 dell’ADR.

Gruppo                         di Punto        di      infiammabilità       (in      vaso Punto               iniziale              di

imballaggio                           chiuso)                                                             ebollizione

I                                                                                                              £ 35°C

II                                          < 23°C                                                             > 35°C

III                                         ³ 23°C e £ 60°C                                                > 35°C

Poiché la miscela ha punto di infiammabilità di 7°C e punto di ebollizione di 78°C, la

miscela presenta pericolo di infiammabilità con gruppo di imballaggio II (classe 3, PG II). Oltre al pericolo per l’ambiente la miscela non presenta altri rischi.

Il numero ONU della miscela sarà da ricercare nelle rubriche collettive della classe 3 in corrispondenza dei liquidi infiammabili senza rischio sussidiario, come riportato in 2.2.3.3 dell’ADR (lista delle rubriche collettive); in questo caso, non avendo informazioni più

precise riguardo alla natura della miscela, si sceglie il seguente numero ONU: 1993 LIQUIDO INFIAMMABILE, N.A.S.

CLASSIFICAZIONE AI FINI DEL TRASPORTO

Sulla base dei risultati:

Numero ONU:

Designazione ufficiale di trasporto:

Classe (rischio primario):

Rischi secondari (eventuali):

Gruppo di imballaggio:

1993

Liquido infiammabile, n.a.s.

3

— II

PERICOLOSITA’ PER L’AMBIENTE

Poiché la miscela contiene il componente nafta da petrolio caratterizzato da CL50 96h

(pesci) = 0,75 mg/l, classificato come sostanza non rapidamente degradabile, è

necessario considerare, oltre al pericolo principale di infiammabilità, anche la pericolosità per l’ambiente.

Con i dati sopra riportati è possibile assegnare la materia alla categoria tossica cronica 1

secondo 2.2.9.2.10.3 dell’ADR:

Tossicità acuta

Categoria: tossicità acuta 1

CL50 96 h (pesci)                                                                                               £       1       mg/l        e /o

CE50 48 h (crostacei)                                                                                        £       1       mg/l        e /o

CE50 72 o 96 h (alghe o altre piante acquatiche)                                              £ 1 mg/l

Tossicità cronica

Categoria: tossicità cronica 1

CL50 96 h (pesci)                                                                                               £       1       mg/l        e /o

CE50 48 h (crostacei)                                                                                        £       1    mg/l         e /o CE50 72 o 96 h (alghe o altre piante acquatiche)                                                                       £       1    mg/l

e la sostanza non è rapidamente degradabile e(o il fattore BCF determinato

sperimentalmente è > 500 (o, se assente, il log KOW ³ 4)

Categoria: tossicità cronica 2

CL50 96 h (pesci)                                                                                               >1 – £ 10 mg/l e/o

CE50 48 h (crostacei)                                                                                        >1 – £ 10 mg/l e/o

CE50 72 o 96 h (alghe o altre piante acquatiche)                                              >1          £     10      mg/l

e la sostanza non è rapidamente degradabile e(o il fattore BCF determinato

sperimentalmente è > 500 (o, se assente, il log KOW ³ 4)

Per la classificazione della miscela in funzione delle sua tossicità cronica si segue il

metodo della somma dei componenti classificati, come riassunto nella Tabella

2.2.9.1.10.4.6.3.3 dell’ADR:

la percentuale del componente nella miscela che rientra nella categoria 1 è pari al 45%

il fattore moltiplicativo M, definito dalla tabella 2.2.9.1.10.4.6.4 dell’ADR (riportata di

seguito), in questo caso vale 1 poiché CL50=0,75 mg/l

Valore C(E)L50

0,1 < C(E)L50 £ 1

0,01 < C(E)L50 £ 0,1

0,001 < C(E)L50 £ 0,01

0,0001 < C(E)L50 £ 0,001

Fattore moltiplicativo (M)

1

10

100

1000

La serie continua al ritmo di un fattore 10 per intervallo

Eseguendo il calcolo si ha:

45% x 1 ³ 25%

Pertanto la miscela va considerata come cronica 1 per quanto riguarda la pericolosità per

l’ambiente.

In conclusione la classificazione della miscela è la seguente:

Numero ONU:

Designazione ufficiale di trasporto:

Classe (rischio primario):

Rischi secondari (eventuali):

Gruppo di imballaggio:

Pericoloso per l’ambiente:

1993

Liquido infiammabile, n.a.s.

3

— II

SI

Si riportano di seguito alcuni esempi pratici di classificazione ADR di alcuni rifiuti pericolosi.

ESEMPIO 1

CLASSIFICAZIONE:

Rifiuto derivante dal lavaggio delle linee di alimentazione di un serbatoio di uno Stabilimento Petrolchimico, classificato con codice CER 16.10.01* – soluzioni acquose di scarto, contenenti sostanze pericolose, come rifiuto pericoloso con caratteristiche di

pericolo H6 – tossico, H7 – cancerogeno, H11 – mutageno, H13 – sensibilizzante ed H14

– eco tossico, secondo quanto previsto dall’allegato I alla parte quarta del D.Lgs. 152/06.

Il rifiuto speciale pericoloso in oggetto, identificato con codice CER 16.10.01* SOLUZIONI

ACQUOSE DI SCARTO, CONTENENTI SOSTANZE PERICOLOSE, consiste in acqua salmastra contenente quantità di ANILINA (CAS 62-53-3) in concentrazione del 4%, oltre a tracce di idrocarburi e di clorobenzene.

Dal punto di vista della pericolosità per le operazioni di carico, trasporto e scarico del

rifiuto, in accordo con le disposizioni dell’ADR, l’anilina è identificata dall’ONU 1547, classe di pericolo 6.1, gruppo di imballaggio II. L’anilina è classificato con le seguenti frasi di

rischio (fonte database disponibile dal sito ufficiale dell’ECHA):

– H301: tossico se ingerito;

– H311: tossico a contatto con la pelle;

– H331: tossico se inalato;

– H317: può provocare una reazione allergica della pelle;

– H318: provoca gravi lesioni oculari;

– H341: sospettato di provocare alterazioni genetiche;

– H351: sospettato di provocare il cancro;

– H372: provoca danni agli organi (sangue e sistema emopoietico) in caso di

esposizione prolungata o ripetuta;

– H400: altamente tossico per gli organismi acquatici.

Considerando che la concentrazione di anilina presente nel rifiuto è del 4%, le relative

concentrazioni letali sono da considerarsi “diluite” 25 volte. Considerando la tabella di tossicità di cui al 2.2.61.1.7 dell’ADR, il rifiuto rientra nei limiti di tossicità del gruppo di imballaggio III.

Il rifiuto è inoltre contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità acuta. In accordo con il punto 5.4.1.1.18 dell’ADR, quando una materia appartenente ad una delle classi da 1 a 9 soddisfa i criteri di classificazione come “materie pericolose per l’ambiente (ambiente

acquatico)”,         il documento di trasporto deve                    riportare l’iscrizione          aggiuntiva        di

“PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Sulla base di quello che può essere il pericolo preponderante nelle fasi di carico, trasporto

e scarico, il rifiuto può essere classificato come segue:

  • Numero ONU: UN 3287
  • Denominazione: Liquido inorganico tossico n.a.s.
  • Classe ADR: 6 .1
  • Codice di classificazione: T4;
  • Gruppo di imballaggio: III;
  • Numero di pericolo: 60
  • Etichette di pericolo:

o                                              Modello N°6.1:

o                                              Materie pericolose per l’ambiente:

DESIGNAZIONE:

Al fine di una adeguata compilazione della documentazione accompagnatoria (D.d.t. e F.I.R.) del trasporto del rifiuto, per la denominazione ufficiale si applica la Disposizione particolare relativa ai rifiuti di cui al 5.4.1.1.3 dell’ADR. Tale disposizione prescrive che la denominazione ufficiale di trasporto sia preceduta dalla dicitura “RIFIUTO” a carattere maiuscolo.

Trattandosi inoltre di una materia della lista delle rubriche collettive non altrimenti specificata (n.a.s.) si applica la disposizione speciale 274 di cui al capitolo 3.3 dell’ADR: si applicano le disposizioni del 3.1.2.8. Nello specifico la designazione ufficiale deve essere completata dal nome tecnico della merce, tra parentesi, immediatamente di seguito alla designazione ufficiale di trasporto.

Il rifiuto è infine contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità acuta. In accordo con il punto 5.4.1.1.18 dell’ADR, quando una materia appartenente ad una delle classi da 1 a 9 soddisfa i criteri di classificazione come “materie pericolose per l’ambiente (ambiente

acquatico)”,         il documento di trasporto deve                    riportare l’iscrizione          aggiuntiva        di

“PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Pertanto la designazione ufficiale completa, per il caso di che trattasi, deve essere

formulata nel seguente modo:

UN 3287, RIFIUTO, liquido inorganico tossico n.a.s. (contiene anilina), 6.1, III (E)

PERICOLOSO PER L’AMBIENTE

Con la classificazione e relativa denominazione ufficiale di trasporto sono indicati tutti gli elementi identificativi e descrittivi del rifiuto, previsti dalla disciplina ADR e da riportare obbligatoriamente e fedelmente nella documentazione di trasporto.

ESEMPIO 2

CLASSIFICAZIONE:

Rifiuto liquido oleoso proveniente da officina meccanica, classificato con codice CER

13.02.06* – scarti di olio sintetico per motori, ingranaggi e lubrificazione, come rifiuto

pericoloso con caratteristiche di pericolo H14 – ecotossico, secondo quanto previsto

dall’allegato I alla parte quarta del D.Lgs. 152/06.

Il rifiuto speciale pericoloso in oggetto, identificato con codice CER 13.02.06* SCARTI DI OLIO SINTETICO PER MOTORI, INGRANAGGI E LUBRIFICAZIONE, consiste in oli esausti vari, contente policlorobifenili (PCB) in concentrazione di 5,7 mg/kg (0,00057%) e costituito per l’88% da idrocarburi con catena di lunghezza inferiore o uguale a C40.

In base al allegato IV del Regolamento Parlamento europeo e Consiglio Ue 850/2004/Ce recante norme sugli inquinanti organici persistenti, un rifiuto deve essere considerato contente PCB qualora il tenore di tali sostanze (sommatoria) sia uguale o superiore a 50 mg/kg (0,005%). In ogni caso anche i rifiuti contaminati da PCB (< 50 mg/kg) sono soggetti a limitazioni relativamente alle attività di smaltimento/recupero.

Le caratteristiche di pericolo identificate sul rifiuto in oggetto derivano pertanto esclusivamente dalla presenza di idrocarburi inferiori a C40, classificati come inquinanti per l’ambiente acquatico (frase di rischio R51-53).

Dal punto di vista della pericolosità per le operazioni di carico, trasporto e scarico del rifiuto, in accordo con le disposizioni dell’ADR, il rifiuto oleoso ecotossico è identificato dall’ONU 3082, classe di pericolo 9, gruppo di imballaggio III.

Essendo l’olio in questione è classificato con le seguenti frasi di rischio:

– R 51/53:               Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine

effetti negativi per l’ambiente acquatico.

Il rifiuto risulta pertanto contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità ed il documento di

trasporto deve riportare l’iscrizione aggiuntiva di “PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Sulla base di quello che può essere il pericolo preponderante nelle fasi di carico, trasporto

e scarico, il rifiuto può essere classificato come segue:

  • Numero ONU: UN 3082;
  • Denominazione: Materia pericolosa per l’ambiente, liquida, n.a.s.;
  • Classe ADR: 9;
  • Codice di classificazione: M6;
  • Gruppo di imballaggio: III;
  • Numero di pericolo: 90
  • Etichette di pericolo:

o                                              Modello N°9:

o                                              Materie pericolose per l’ambiente:

DESIGNAZIONE:

Al fine di una adeguata compilazione della documentazione accompagnatoria (D.d.t. e F.I.R.) del trasporto del rifiuto, per la denominazione ufficiale si applica la Disposizione particolare relativa ai rifiuti di cui al 5.4.1.1.3 dell’ADR. Tale disposizione prescrive che la denominazione ufficiale di trasporto sia preceduta dalla dicitura “RIFIUTO” a carattere maiuscolo.

Trattandosi di una materia della lista delle rubriche collettive non altrimenti specificata (n.a.s.) si applica la disposizione speciale 274 di cui al capitolo 3.3 dell’ADR: si applicano le disposizioni del 3.1.2.8. Nello specifico la designazione ufficiale deve essere completata dal nome tecnico della merce, tra parentesi, immediatamente di seguito alla designazione ufficiale di trasporto.

La disposizione speciale 335 del capitolo 3.3 dell’ADR stabilisce quanto segue:

Le miscele di materie solide non sottoposte alla disposizioni dell’ADR con liquidi o solidi

pericolosi per l’ambiente devono essere classificate con il N. ONU 3077 e potranno essere trasportati sotto questa rubrica, purché non sia visibile alcun liquido eccedente al momento del carico della materia o al momento in cui l’imballo o il veicolo container venga chiuso. Ciascun veicolo o contenitore deve essere a prova di perdite quando utilizzato per il trasporto alla rinfusa. Qualora sia visibile un liquido eccedente al momento di caricare la materia o al momento di chiudere l’imballaggio o veicolo o contenitore, la miscela deve essere classificata sotto il N. ONU 3082. I pacchetti od oggetti sigillati contenenti meno di 10 ml di un liquido pericoloso per l’ambiente assorbito all’interno di un materiale solido e che al loro interno non presentano liquidi eccedenti, o che contengono meno di 10 g di un solido pericoloso per l’ambiente, non sono sottoposti alle disposizioni ADR.

Non è invece applicabile la disposizione speciale 601, potenzialmente pertinente in base al numero ONU, non trattandosi di prodotti farmaceutici (medicinali).

Il rifiuto è infine contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità. In accordo con il punto 5.4.1.1.18 dell’ADR, quando una materia appartenente ad una delle classi da 1 a 9 soddisfa i criteri di classificazione come “materie pericolose per l’ambiente (ambiente

acquatico)”,         il documento di trasporto deve                     riportare l’iscrizione          aggiuntiva        di

“PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Pertanto la designazione ufficiale completa, per il caso di che trattasi, deve essere

formulata nel seguente modo:

UN 3082, RIFIUTO, materia pericolosa per l’ambiente, liquida, n.a.s. (oli esausti), 9, III (E)

PERICOLOSO PER L’AMBIENTE

Con la classificazione e relativa denominazione ufficiale di trasporto sono indicati tutti gli elementi identificativi e descrittivi del rifiuto, previsti dalla disciplina ADR e da riportare obbligatoriamente e fedelmente nella documentazione di trasporto.

ESEMPIO 3

CLASSIFICAZIONE:

Rifiuto solido non pulverulento proveniente da officina meccanica, classificato con codice CER 15.02.02* – assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose, come rifiuto pericoloso

con caratteristiche di H14 – ecotossico, secondo quanto previsto dall’allegato I alla parte

quarta del D.Lgs. 152/06.

Il rifiuto speciale pericoloso in oggetto, identificato con codice CER 15.02.02*

ASSORBENTI, MATERIALI FILTRANTI (INCLUSI FILTRI DELL’OLIO NON SPECIFICATI ALTRIMENTI), STRACCI E INDUMENTI PROTETTIVI, CONTAMINATI DA SOSTANZE PERICOLOSE, consiste in stracci sporchi di olio (2,5% in peso, come idrocarburi fino a C40).

La presenza di idrocarburi fino a C40 in concentrazione superiore a 2,5% (considerando l’incertezza del metodo analitico), ne determina la pericolosità per l’ambiente.

Dal punto di vista della pericolosità per le operazioni di carico, trasporto e scarico del rifiuto, in accordo con le disposizioni dell’ADR, il rifiuto solido in questione ecotossico è identificato dall’ONU 3077, classe di pericolo 9, gruppo di imballaggio III.

Gli stracci sporchi in questione sono classificati come pericolosi per l’ambiente con le

seguenti frasi di rischio:

– R 51/53:               Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine

effetti negativi per l’ambiente acquatico.

Il rifiuto è pertanto contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità ed il documento di trasporto deve riportare l’iscrizione aggiuntiva di “PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Sulla base di quello che può essere il pericolo preponderante nelle fasi di carico, trasporto

e scarico, il rifiuto può essere classificato come segue:

  • Numero ONU: UN 3077;
  • Denominazione: Materia pericolosa per l’ambiente, solida, n.a.s.;
  • Classe ADR: 9;
  • Codice di classificazione: M7;
  • Gruppo di imballaggio: III;
  • Numero di pericolo: 90
  • Etichette di pericolo:

o                                              Modello N°9:

o                                              Materie pericolose per l’ambiente:

DESIGNAZIONE:

Al fine di una adeguata compilazione della documentazione accompagnatoria (D.d.t. e F.I.R.) del trasporto del rifiuto, per la denominazione ufficiale si applica la Disposizione particolare relativa ai rifiuti di cui al 5.4.1.1.3 dell’ADR. Tale disposizione prescrive che la denominazione ufficiale di trasporto sia preceduta dalla dicitura “RIFIUTO” a carattere maiuscolo.

Trattandosi di una materia della lista delle rubriche collettive non altrimenti specificata (n.a.s.) si applica la disposizione speciale 274 di cui al capitolo 3.3 dell’ADR: si applicano le disposizioni del 3.1.2.8. Nello specifico la designazione ufficiale deve essere completata dal nome tecnico della merce, tra parentesi, immediatamente di seguito alla designazione ufficiale di trasporto.

La disposizione speciale 335 del capitolo 3.3 dell’ADR stabilisce quanto segue:

Le miscele di materie solide non sottoposte alla disposizioni dell’ADR con liquidi o solidi pericolosi per l’ambiente devono essere classificate con il N. ONU 3077 e potranno essere trasportati sotto questa rubrica, purché non sia visibile alcun liquido eccedente al momento del carico della materia o al momento in cui l’imballo o il veicolo container venga chiuso. Ciascun veicolo o contenitore deve essere a prova di perdite quando utilizzato per il trasporto alla rinfusa. Qualora sia visibile un liquido eccedente al momento di caricare la materia o al momento di chiudere l’imballaggio o veicolo o contenitore, la miscela deve essere classificata sotto il N. ONU 3082. I pacchetti od oggetti sigillati contenenti meno di 10 ml di un liquido pericoloso per l’ambiente assorbito all’interno di un materiale solido e che al loro interno non presentano liquidi eccedenti, o che contengono meno di 10 g di un solido pericoloso per l’ambiente, non sono sottoposti alle disposizioni ADR.

Non è applicabile la disposizione speciale 601, potenzialmente pertinente in base al numero ONU, non trattandosi di prodotti farmaceutici (medicinali).

Il rifiuto è infine contraddistinto da caratteristiche di eco-tossicità. In accordo con il punto 5.4.1.1.18 dell’ADR, quando una materia appartenente ad una delle classi da 1 a 9 soddisfa i criteri di classificazione come “materie pericolose per l’ambiente (ambiente acquatico)”,         il documento di trasporto deve                     riportare l’iscrizione          aggiuntiva        di

“PERICOLOSO PER L’AMBIENTE”.

Pertanto la designazione ufficiale completa, per il caso di che trattasi, deve essere

formulata nel seguente modo:

UN 3077, RIFIUTO, materia pericolosa per l’ambiente, solida, n.a.s. (stracci sporchi di oli),

9, III (E)

PERICOLOSO PER L’AMBIENTE

Con la classificazione e relativa denominazione ufficiale di trasporto sono indicati tutti gli elementi identificativi e descrittivi del rifiuto, previsti dalla disciplina ADR e da riportare obbligatoriamente e fedelmente nella documentazione di trasporto.

ESEMPIO 4

CLASSIFICAZIONE:

Rifiuto solido non pulverulento costituito da sacchetti in carta contenenti residui di povere bianca (calce e/o cemento) proveniente da cantiere edile, classificato con codice CER

15.01.10* – imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali

sostanze, come rifiuto pericoloso con caratteristiche di H8 – corrosivo, secondo quanto previsto dall’allegato I alla parte quarta del D.Lgs. 152/06.

Il rifiuto speciale pericoloso in oggetto, identificato con codice CER 15.01.10* IMBALLAGGI CONTENENTI RESIDUI DI SOSTANZE PERICOLOSE O CONTAMINATI DA TALI SOSTANZE, consiste in sacchetti di carta vuoti contenti residui di polvere bianca (calce e/o cemento).

Il rifiuto è caratterizzato da un pH di 12,8; risulta essere quindi pericoloso in base a quanto disposto al punto 3.2.2.2 del Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 (noto come CLP) e recepito dal D.Lgs. 205 del

3/12/2010, in modifica del d.Lgs. 152/06:

pH estremi come £ 2 e ³ 11,5 possono indicare la causa potenziale di effetti cutanei,

soprattutto se è nota una capacità tampone, sebbene la correlazione non sia perfetta. In

genere si ritiene che queste sostanze producano effetti cutanei significativi. Se tale riserva indica che la sostanza in questione potrebbe non essere corrosiva, nonostante il pH basso o elevato, sono effettuate ulteriori prove per ottenere dati di conferma, di preferenza ricorrendo a un adeguato saggio in vitro convalidato.

La corrosività del rifiuto è associabile al residuo di prodotto originariamente contenuto nei

sacchetti.

In base alle disposizioni di cui al punto 1.1.3.6

Esenzioni relative alle quantità trasportate per

unità di trasporto, gli imballaggi vuoti non ripuliti che hanno contenuto materie assegnate ad una categoria di trasporto diversa da “0” sono

assegnati         alla      categoria        di      trasporto        “4”.

Pertanto, qualora siano state prese misure appropriate al fine di eliminare gli eventuali

pericoli        derivanti        di      residui        presenti        negli

imballaggio vuoti non bonificati, questi non sono sottoposti alle disposizioni dell’ADR.

Dal punto di vista della pericolosità per le operazioni di carico, trasporto e scarico del rifiuto, in accordo con le disposizioni dell’ADR, il residuo solido contenuto nei sacchetti vuoti, in funzione del pH, è identificato dall’ONU 3262 – Solido inorganico corrosivo, basico, n.a.s., classe 8, categoria di trasporto 3, per materie rientranti nel gruppo di imballaggio III, categoria di trasporto 2 per materie rientranti nel gruppo di imballaggio II oppure categoria di trasporto 1, per materie del gruppo di imballaggio I.

In ogni caso la materia trasportata non rientra mai fra le categorie di trasporto “0”. Quindi è applicabile l’esenzione dall’ADR prevista al punto 1.1.3.6.

Rientrando gli imballaggi vuoti non bonificati nella categoria di trasporto 4, la massima quantità totale per unità di trasporto trasportabile in esenzione è della seguente quantità: illimitata.

Per godere dell’esenzione è necessario che il rifiuto non abbia la possibilità di disperdere le polveri in esso contenute durante le fasi di trasporto.

E’ sufficiente per raggiungere lo scopo imballare il rifiuto in IBC flessibili a tenuta di polveri e resistenti all’acqua o muniti di una fodera a tenuta di polveri e resistente all’acqua, come ad esempio i big bag del tipo 13H3/ (non è necessaria l’omologazione dell’imballaggio; è indicata a titolo esemplificativo).

I colli contenti quantità esenti di merci pericolose, devono essere segnalati in modo durevole e leggibile con il marchio mostrato a fianco (conforme al 3.5.4.2 dell’ADR). In tale

marchio deve comparire il primo o l’unico numero di etichetta, indicato nella colonna (5)

della Tabella A del capitolo 3.2 dell’ADR. Nello specifico va riportato il numero “8”.

(**) Nel caso in cui il nome dello speditore o del destinatario non compare altrove sul collo, tale informazione deve essere inclusa nel marchio.

Le dimensioni minime del marchio devono essere di 100 mm x 100 mm.

Sul documento di trasporto o sul formulario di identificazione rifiuto che accompagna la

merce deve essere indicata la seguente dichiarazione: ” MERCI PERICOLOSE IN QUANTITA’ ESENTI” seguito dal numero dei colli.

La designazione ufficiale completa, per il caso di che trattasi, deve essere formulata nel

seguente modo:

IMBALLAGGIO VUOTO, 8