Definizione europea del tasso di riciclaggio dei rifiuti

Definizione europea del tasso di riciclaggio dei rifiuti
Cecilia Sanna
La normativa italiana

La normativa italiana all’art. 183 c. 1 lett. p) e q) del D.Lgs. 152/06 come modificato dal
D.Lgs. 205/10 definisce come “raccolta differenziata”: la raccolta in cui un flusso di rifiuti e’ tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico, e come “preparazione per il riutilizzo”: le operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento.
Gli articoli 181 e 205 del medesimo decreto fissano rispettivamente gli obiettivi delle due
operazioni.
Mentre con l’art. 181 c. 1 sono stati recepiti gli obiettivi ed i tempi di realizzazione stabiliti dalla Direttiva 2008/98/CE in materia di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti1 esplicandone le modalità di attuazione,2 con l’art. 205 sono state, invece, definite le percentuali minime di rifiuti prodotti che debbono essere assicurate mediante raccolta
differenziata per ogni ambito territoriale ottimale:

1
Art. 181 c. 1 del D.Lgs. 152/06 e art. 11 par. 2 della Direttiva 2008/98/CE

a) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti quali, come minimo, carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici, e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi
di rifiuti sono simili a quelli domestici, sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso;
b) entro il 2020 la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse
operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e
demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 dell’elenco dei rifiuti, sarà aumentata almeno al 70 % in termini di peso.
2

Al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi la norma prevede:
– la raccolta separata, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico, economico e ambientale,
e il divieto di miscelazione con altri rifiuti o altri materiali aventi proprietà diverse;
– la libera circolazione sul territorio nazionale tramite enti o imprese iscritti nelle apposite categorie
dell’Albo nazionale gestori ambientali delle frazioni di rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata
destinati al riciclaggio ed al recupero ;
– l’esenzione dall’obbligo di autorizzazione dei sistemi di raccolta differenziata di carta e plastica negli
istituti scolastici poiché non presentano rischi elevati e non sono gestiti su base professionale.
Imagea) almeno il trentacinque per cento entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il quarantacinque per cento entro il 31 dicembre 2008; c) almeno il sessantacinque per cento entro il 31 dicembre 2012.3
Oltre a questo recupero, l’articolo 5 del D.Lgs. 36/03, al fine di ridurre il conferimento di
rifiuti biodegradabili in discarica ha previsto il recupero degli stessi mediante riciclaggio, trattamento aerobico o anaerobico, recupero di materiali o energia, stabilendo i seguenti
obiettivi:
a) entro il 27.03.2008 i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 173
kg/anno per abitante;
b) entro il 27.03.2011 i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 115
kg/anno per abitante;
c) entro il 27.03.2018 i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 81 kg/anno
per abitante.

La normativa europea

L’articolo 11 paragrafo 2 della Direttiva 2008/98/CE aveva stabilito per gli Stati membri gli
obiettivi ed i termini temporali per pervenire alla preparazione dei rifiuti al riutilizzo e al riciclaggio pur lasciando agli Stati membri una certa flessibilità per quanto riguarda i flussi di rifiuti urbani ai quali gli obiettivi sono applicati.
Solo con la Decisione n. 2011/753/UE emanata il 18.11.2011 la Commissione europea ha
determinato, in attuazione dell’art. 11 par. 3 della Direttiva4, le regole e le modalità di calcolo per la verifica del rispetto degli obiettivi fissati.
La Decisione fornisce a tal fine chiarimenti per la definizione dei rifiuti destinati al riutilizzo
e precisa alcune condizioni vincolanti:
3
E’ possibile richiedere una deroga al Ministero qualora un Comune non riesca a raggiungere gli obiettivi

suddetti e nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi
previsti si applica un’addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’Autorità d’ambito, che viene ripartita tra quei comuni dell’ATO che non abbiano raggiunto le percentuali previste.

4
Art. 11 par. 3 della Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 2008/98/CE.

3. La Commissione definisce modalità dettagliate di attuazione e di calcolo per verificare la conformità con gli obiettivi definiti al paragrafo 2 del presente articolo, tenuto conto del regolamento (Ce) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2002, relativo alle statistiche sui rifiuti. Esse possono includere periodi di transizione per gli Stati membri che nel 2008 hanno riciclato meno del 5 % rispetto ad una delle due categorie di rifiuti di cui al paragrafo 2.

Image- il peso dei flussi di rifiuti che sono prodotti in totale e i flussi di rifiuti che sono
preparati per essere riutilizzati, riciclati o che sono stati sottoposti ad altra forma di
recupero di materiale, deve essere calcolato per ogni anno;
– le operazioni preparatorie che precedono il recupero o lo smaltimento di rifiuti non
costituiscono un’operazione finale di riciclaggio né un’altra operazione finale di
recupero di materiale;
– in caso di raccolta differenziata dei rifiuti o in presenza di rifiuti risultanti da un
impianto di selezione sottoposti a processi di riciclaggio o ad altra forma di recupero di materiale senza perdite significative, il loro peso può essere considerato equivalente al peso dei rifiuti preparati per essere riutilizzati, riciclati o sottoposti ad altra forma di recupero di materiale e può essere incluso nella quantità di rifiuti
riciclati e non è da comunicarsi separatamente;
– anche i rifiuti biodegradabili sottoposti a trattamento aerobico o anaerobico possono
essere contabilizzati come frazione riciclata ai fini del calcolo degli obiettivi se il loro
trattamento produce compost o digestato che, anche con un ulteriore trattamento, è utilizzato come prodotto, sostanza o materiale riciclato per il trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia.
La Decisione stabilisce anche come debbono essere valutati i rifiuti raccolti ed inviati al di
fuori dello Stato da cui originano:
– nel caso in cui un quantitativo di rifiuti è inviato in un altro Stato membro per essere
preparato ad essere riutilizzato, riciclato o sottoposto a un’altra forma di recupero di materiale, tale quantitativo deve essere contabilizzato esclusivamente dallo Stato in
cui sono stati raccolti i rifiuti, ossia quello dove essi sono stati prodotti;
– nel caso che i rifiuti siano esportati fuori dell’Unione per essere preparati ad essere
riutilizzati, riciclati o sottoposti a un’altra forma di recupero di materiale, la loro contabilizzazione è ammessa soltanto in presenza di prove attendibili attestanti che tutti i rifiuti esportati siano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti per tutta la durata della spedizione, in caso contrario l’esportazione dei rifiuti verso paesi terzi è vietata.
L’operazione di recupero o di smaltimento è considerata effettuata in modo ecologicamente corretto se il notificatore o l’autorità competente del paese di

Imagedestinazione possono dimostrare che l’impianto che riceve i rifiuti sarà gestito in
conformità di norme in materia di tutela della salute umana e ambientale compatibili quelle previste dalla normativa comunitaria (regolamento (CE) n. 1013/2006).
La Decisione prende in considerazione due tipologie di rifiuti: i rifiuti solidi urbani e i rifiuti da costruzioni e demolizioni.

Rifiuti urbani

Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, la Decisione dà facoltà ad ogni Stato membro di
applicare gli obiettivi fissati dalla Direttiva1, per la preparazione per il riutilizzo e il
riciclaggio, ad una delle seguenti frazioni di rifiuti (Dir. 2008/98/CE art. 11 par. 2 lett. a)):
a) rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro;
b) rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e altri tipi di rifiuti domestici o
rifiuti simili di altra origine;
c) rifiuti domestici; d) rifiuti urbani.
Gli Stati membri informeranno la Commissione in merito all’opzione prescelta inviando una prima relazione, entro il 12 dicembre 2014, contenente le informazioni sull’applicazione della Direttiva 2008/98/CE in conformità all’art. 37 par. 1 della direttiva stessa.
Le relazioni dovranno contenere tutti i dati riguardanti lo stato di preparazione dei rispettivi flussi di rifiuti destinati al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materiale distinti per ogni anno del periodo di tre anni oggetto della relazione.
In ogni Stato membro l’opzione prescelta potrà essere modificata, a condizione di assicurare la coerenza dei dati trasmessi, fino alla presentazione della relazione riguardante l’anno 2020, nella quale sarà tenuto a dimostrare il rispetto degli obiettivi di cui alla Direttiva 2008/98/CE.
La Decisione ha precisato anche la metodologia di calcolo da applicare a seconda dell’opzione prescelta (Tavola A).
Nelle relazioni, unitamente ai dati, gli Stati membri dovranno comunicare anche le frazioni di materiali presi in considerazione e le attività da cui essi provengono, contrassegnando le caselle corrispondenti nella tabella contenuta nella Tavola B.

Rifiuti da costruzioni e demolizioni

Entro il 2020 ogni Stato membro dovrà aumentare almeno al 70% in termini di peso la
preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di rifiuti da costruzioni e demolizioni.
In tali attività di recupero sono comprese le operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali, di rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi, escluso il materiale allo stato naturale definito alla voce 17 05 04 (terra e rocce diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03*) dell’elenco dei rifiuti (Direttiva 2008/98/CE art. 11 par. 2 lett. b)).
Nel calcolo si dovrà tenere presente che la quantità di rifiuti utilizzata per operazioni di colmatazione va comunicata separatamente dalla quantità di rifiuti preparata per essere riutilizzata, riciclata o usata per altre operazioni di recupero di materiale.
Egualmente, la quantità di rifiuti trattati per ottenere materiali da utilizzare in operazioni di colmatazione dovrà essere dichiarata quale colmatazione.
La metodologia di calcolo da applicare ed i requisiti per la corretta compilazione della relazione triennale sono riportati nella tavola C.

Tavola A. METODOLOGIE DI CALCOLO DELL’OBIETTIVO IN MATERIA DI RIFIUTI

URBANI (Allegato I alla Decisione n. 2011/753/UE)

Frazione prescelta
per la preparazione
per il riutilizzo e il
riciclaggio

Metodologia di calcolo del
tasso di riciclaggio dei rifiuti
prescelti (%)

Requisiti specifici per le relazioni
sull’applicazione degli Stati membri
utilizzando dati nazionali

Metodologia di calcolo 1
a
Unitamente ai dati gli Stati membri

rifiuti domestici
costituiti da carta, metalli, plastica e
vetro
Quantità riciclata di rifiuti
domestici costituiti da carta;
metalli; plastica e vetro
%=
Quantità totale prodotta di rifiuti domestici costituiti da
carta; metalli; plastica e vetro
trasmettono una relazione che illustra il
metodo di calcolo delle quantità
prodotte e riciclate e il loro rapporto con
i dati sui rifiuti domestici che devono essere comunicati conformemente al
regolamento (CE) n. 2150/2002.

a
Unitamente ai dati gli Stati membri

trasmettono una relazione che illustra
quali materiali sono presi in
considerazione e da quali attività essi
provengono contrassegnando le caselle
corrispondenti nella tabella contenuta

rifiuti domestici
costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e di altri tipi di rifiuti domestici o di
Metodologia di calcolo 2

Quantità riciclata di carta;
metalli; plastica e vetro
contenuti nei flussi di rifiuti
domestici o di rifiuti simili
nell’allegato II della decisione; inoltre
indicano il metodo di calcolo delle
quantità prodotte e riciclate. Se uno
Stato membro include nel calcolo i rifiuti di compost domestico, indica il metodo

rifiuti simili
%=
di calcolo delle quantità prodotte e

Quantità totale prodotta di
carta; metalli; plastica e vetro contenuti nei rifiuti domestici o
nei rifiuti simili
riciclate.
La relazione illustra inoltre il rapporto fra
queste quantità e i dati sui rifiuti
domestici e altre attività economiche
che devono essere comunicati
conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002.
Unitamente ai dati trasmettono una
relazione che precisa i materiali presi in
considerazione contrassegnando le caselle corrispondenti nella tabella
contenuta nell’allegato II della presente decisione; inoltre indicano il metodo di calcolo delle quantità riciclate.
La relazione illustra inoltre il rapporto fra

Metodologia di calcolo 3

Quantità riciclata di rifiuti
queste quantità e i dati sui rifiuti
domestici e altre attività economiche
che devono essere comunicati
conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002.

rifiuti domestici

%=
domestici
Quantità totale di rifiuti
Le quantità totali di rifiuti domestici sono
ottenute a partire dai dati che devono
essere trasmessi conformemente

domestici escluse determinate
categorie di rifiuti
Metodologia di calcolo 4
all’allegato I, sezione 8, punto 1.2, del regolamento (CE) n. 2150/2002.
I rifiuti delle categorie contraddistinte
dai codici seguenti sono esclusi dal
calcolo:
08.1. — Veicoli fuori uso
11-13 — Fanghi e rifiuti minerali

Gli Stati membri si basano sui dati
statistici riguardanti i rifiuti urbani

rifiuti urbani
Note:

%=
Rifiuti urbani riciclati
Rifiuti urbani prodotti
trasmessi annualmente alla
Commissione (Eurostat).

a. Possono essere utilizzati e adattati alle condizioni nazionali i dati elaborati per rispettare
altri obblighi di rendicontazione in materia di rifiuti.

Tavola B. RIFIUTI URBANI E FONTI PERTINENTI PER LE METODOLOGIE DI

CALCOLO 1, 2 E 3 DI CUI ALLA TAVOLA A distinti per provenienza: nuclei familiari,
piccole imprese, ristoranti e mense, aree pubbliche, altri da precisare (Allegato II
alla Decisione n. 2011/753/UE)
Rifiuti
Carta e cartone
Metalli
Plastica
Vetro

Rifiuti biodegradabili di cucine e mense a
a
Rifiuti biodegradabili di giardini e parchi

Rifiuti non biodegradabili di giardini e parchi
Rifiuti in legno
Prodotti tessili
Batterie

Apparecchiature fuori uso
Altri rifiuti urbani
Rifiuti urbani non menzionati nelle categorie
precedenti (si prega di specificare)

Codice identificativo dei rifiuti a norma
della decisione 2000/532/CE
20 01 01,
15 01 01
20 01 40,
15 01 04
20 01 39,
15 01 02
20 01 02,
15 01 07
20 01 08
20 02 01
20 02 02,
20 02 03
20 01 38,
15 01 03
20 01 10,
20 01 11, 15 01 09
20 01 34,
20 01 33*
20 01 21*,
20 01 23*, 20 01 35*, 20 01 36
20 03 01,
20 03 02, 20 03 07, 15 01 06

Nota:

a. nel caso provengano da nuclei familiari deve essere precisato se è compreso il compost
domestico.

Tavola C. M ETODOLOGIE DI CALCOLO DELL’OBIETTIVO IN MATERIA DI RIFIUTI

DA COSTRUZIONI E DEMOLIZIONI (Allegato III alla Decisione n. 2011/753/UE)
Metodologia di calcolo del
tasso di recupero
Quantità recuperata di
rifiuti da costruzioni e
demolizioni
%=
Quantità totale di rifiuti
prodotti da costruzioni e
demolizioni
Note:

Requisiti specifici per le relazioni sull’applicazione
degli Stati membri
1) Le informazioni riguardanti le quantità recuperate di rifiuti da
costruzioni e demolizioni (numeratore della formula) includono esclusivamente i seguenti codici dell’allegato della decisione
2000/532/CE:
Elenco dei rifiuti, capitolo 17 — Rifiuti da costruzioni e
demolizioni:
17 01 01, 17 01 02, 17 01 03, 17 01 07, 17 02 01, 17 02 02, 17 02 03, 17 03 02, 17 04 01, 17 04 02, 17 04 03, 17 04 04, 17 04 05, 17 04 06, 17 04 07, 17 04 11, 17 05 08, 17 06 04, 17 08 02,
17 09 04
Elenco dei rifiuti, sottocapitolo 19 12 — Rifiuti da trattamento meccanico dei rifiuti (per esempio selezione, triturazione, compattazione, granulazione), se sono prodotti dal trattamento
dei rifiuti da costruzioni e demolizioni:
19 12 01, 19 12 02, 19 12 03, 19 12 04, 19 12 05, 19 12 07, 19
12 09
Nella relazione, che deve essere trasmessa unitamente ai dati, gli Stati membri illustrano le modalità adottate per evitare la
doppia contabilizzazione dei rifiuti. a,b

a. 2) Le informazioni riguardanti la produzione di rifiuti da costruzioni e demolizioni
(denominatore della formula) sono trasmesse conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002 e
comprendono:
a) rifiuti prodotti dalla sezione F del codice NACE Rev. 2 quale citato nell’allegato I, sezione 8, punto 17, del regolamento, costituiti dai seguenti codici di cui all’allegato I, sezione 2, dello stesso
regolamento:
06.1. – Rifiuti di metallo ferroso
06.2. – Rifiuti di metallo non ferroso
06.3. – Rifiuti metallici misti
07.1. – Rifiuti di vetro
07.4. – Rifiuti in plastica
07.5. – Rifiuti in legno
b) il totale della categoria di rifiuti (di tutte le attività economiche):
— Rifiuti minerali da costruzioni e demolizioni conformemente all’allegato III del regolamento
summenzionato.

b. 3) In alternativa, gli Stati membri possono trasmettere informazioni sul riciclaggio e il
recupero dei rifiuti da costruzioni e demolizioni sulla base del loro sistema di trasmissione di informazioni. In questo caso trasmettono, unitamente ai dati, una relazione che illustra quali materiali sono presi in considerazione e in che modo i dati fanno riferimento ai dati sui rifiuti da costruzioni e demolizioni che devono essere comunicati conformemente al regolamento (CE) n. 2150/2002. Se i dati basati sul sistema di trasmissione di informazioni dello Stato membro sono più precisi di quelli trasmessi conformemente al regolamento summenzionato, il rispetto dell’obiettivo deve essere valutato in base ai dati forniti dal sistema di trasmissione di informazioni dello Stato membro.