La particolare disciplina degli scarichi contenenti sostanze pericolose

La particolare disciplina degli scarichi contenenti sostanze
pericolose
Cecilia Sanna
Sanzioni penali

La modifica apportata dalla Legge n.36 del 25/02/2010 al comma 5 dell’articolo 137 del
D.Lgs. 152/06 ha mutato in modo rilevante il panorama sansonatorio previsto per il superamento dei limiti tabellari.
Infatti, la precedente norma prevedeva che chiunque, nell’effettuazione di uno scarico di acque reflue industriali, superi i valori limite fissati nella tabella 3 o, nel caso di scarico sul suolo, nella tabella 4 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto, oppure superi i limiti più restrittivi fissati dalle regioni o dalle province autonome o dall’Autorità competente a norma dell’articolo 107, comma 1, in relazione alle sostanze indicate nella tabella 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto, è punito con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda da tremila euro a trentamila euro. Se sono superati anche i valori limite fissati per le sostanze contenute nella tabella 3/A del medesimo Allegato 5, si applica l’arresto da sei mesi a tre anni e l’ammenda da seimila euro a centoventimila euro.
Tale previsione, per ripetute interpretazioni della Suprema Corte, di fatto portava ad applicare la sanzione penale sia al superamento dei limiti previsti per le sostanze pericolose di cui alla tabella 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/06 che per quelli previsti dalla tabella 3 per le altre sostanze non elencate nella tabella 5.
Con la succitata modifica che ha previsto che chiunque, in relazione alle sostanze indicate
nella tabella 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto, nell’effettuazione di uno scarico di acque reflue industriali, superi i valori limite fissati nella tabella 3 o, nel caso di scarico sul suolo, nella tabella 4 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto, oppure i limiti più restrittivi fissati dalle regioni o dalle province autonome o dall’Autorità competente a norma dell’articolo 107, comma 1, è punito con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda da tremila euro a trentamila euro. Se sono superati anche i valori limite fissati per le sostanze contenute nella tabella 3/A del medesimo Allegato 5, si applica l’arresto da sei mesi a tre anni e l’ammenda da seimila euro a centoventimila euro, le sanzioni penali vengono ad essere applicabili esclusivamente per quanto riguarda il
superamento dei limiti tabellari relativi alle sostanze della tabella 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/06 (Tavola A).
Conseguentemente, per il superamento dei limiti tabellari previsti dalla tabella 3 per i parametri non elencati nella tabella 5, saranno applicabili solo le sanzioni amministrative previste dall’articolo 133 del D.Lgs. 152/06 (Tavola B).
Tale variazione rende ancor più cogente quanto già previsto dal comma 5 dell’articolo 101 del D.Lgs. 152/06 in materia di controllo e rispetto dei limiti tabellari per gli scarichi parziali contenenti: arsenico, cadmio, cromo totale, cromo esavalente, mercurio, nichel, piombo, rame, selenio, zinco, oli minerali persistenti e idrocarburi di origine petrolifera persistenti, composti organici alogenati (compresi i pesticidi clorurati), pesticidi fosforati, composti organici dello stagno, sostanze classificate contemporaneamente “cancerogene” (R45) e “pericolose per l’ambiente acquatico” (R50 e 51/53) ai sensi del D.Lgs. 52/97 e successive
modifiche.1
Inoltre, come dettagliato nell’art. 108, comma 5 del D.Lgs. 152/06, il rispetto dei limiti per le sostanze della tabella 5, dovrà avvenire, non solo allo scarico terminale dell’intero stabilimento, subito a monte della immissione del corpo ricettore, ma anche all’uscita dell’impianto specifico prima che questo singolo scarico vada a confluire nello scarico generale dello stabilimento, dopo che esso è stato assoggettato al trattamento di depurazione necessario.
Pertanto, lo scarico contenente le suddette sostanze prima di miscelarsi e diluirsi con le acque di raffreddamento, di lavaggio o prelevate esclusivamente allo scopo, dovrà già risultare conforme ai limiti previsti dalla tabella 3 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/06.
A tal fine, l’ultima parte del comma suddetto è stata modificata; a differenza della versione precedente in cui era prevista solo la possibilità che l’autorità competente prescrivesse la separazione di questi scarichi, ha invece stabilito in modo preciso che l’autorità
1

Art. 101 comma 5 D.Lgs. 152/06. I valori limite di emissione non possono in alcun caso essere conseguiti

mediante diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo. Non è comunque consentito diluire con acque di raffreddamento, di lavaggio o prelevate esclusivamente allo scopo gli scarichi parziali di cui al comma 4, prima del trattamento degli stessi per adeguarli ai limiti previsti dalla parte terza dal presente decreto. L’autorità competente, in sede di autorizzazione prescrive che lo scarico delle acque di raffreddamento, di lavaggio, ovvero impiegate per la produzione di energia, sia separato dagli scarichi
terminali contenenti le sostanze di cui al comma 4

competente in sede di autorizzazione prescrive che lo scarico delle acque di
raffreddamento, di lavaggio, ovvero impiegate per la produzione di energia, sia separato dagli scarichi terminali contenenti le sostanze di cui al comma 4.
Mentre è rimasta sempre aleatoria la possibilità da parte dell’amministrazione di
prescrivere un trattamento particolare per gli scarichi parziali contenenti le sostanze della tabella 5; che comunque, indipendentemente da quanto prescritto dall’autorità competente, per quanto sopra detto, dovranno rispettare i limiti già prima della confluenza nello scarico generale.
Nella medesima prospettiva è stato anche modificato il comma 2 dell’articolo108 del D.Lgs. 152/06 che ha sostituito la possibilità di fissare con l’obbligo di fissare limiti più restrittivi nel caso in cui negli scarichi siano presenti sostanze pericolose.
Resta invece invariata la possibilità per l’autorità competente di richiedere che gli scarichi parziali contenenti le sostanze della tabella 5 siano tenuti separati dallo scarico generale, in quanto, in alternativa a tale separazione l’autorità competente, in sede di autorizzazione può procedere direttamente alla riduzione dei limiti da rispettare in proporzione alla diluizione che gli scarichi parziali contenenti le sostanze pericolose subiscono ad opera degli altri effluenti del medesimo stabilimento che però non contengono sostanze
pericolose o comunque sostanze utili alla riduzione delle stesse.2
Nel medesimo comma è previsto, e non poteva essere altrimenti, che nel caso di scarichi rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 59/05, ora sostituito ed integrato dalla parte seconda del D.Lgs. 152/06, il punto di controllo e conseguentemente il punto in cui devono essere rispettati i limiti tabellari per gli scarichi contenenti le sostanze della tabella 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/06 sarà definito nell’atto di Autorizzazione Integrata Ambientale (Allegato VIII alla parte seconda del D.Lgs. 152/06).

2
Art. 108 comma 5 D.Lgs. 152.06. (***) Qualora, come nel caso dell’articolo 124, comma 2, secondo periodo,

l’impianto di trattamento di acque reflue industriali che tratta le sostanze pericolose, di cui alla tabella 5 del medesimo allegato 5, riceva, tramite condotta, acque reflue provenienti da altri stabilimenti industriali o acque reflue urbane, contenenti sostanze diverse non utili ad un modifica o ad una riduzione delle sostanze pericolose, in sede di autorizzazione l’autorità competente ridurrà opportunamente i valori limite di emissione indicati nella tabella 3 del medesimo Allegato 5 per ciascuna delle predette sostanze pericolose indicate in Tabella 5, tenendo conto della diluizione operata dalla miscelazione delle diverse acque reflue.

Sempre il medesimo comma 5 dell’articolo 108 prevede anche, allo scopo di evitare una
possibile diluizione di reflui contenenti sostanze pericolose con reflui che non le contengono, che essi non possano essere in alcun modo scaricati, ai sensi della parte terza del D.Lgs. 152/06, ma siano invece gestiti come rifiuti ai sensi della parte quarta del medesimo decreto.
In conclusione, gli scarichi contenenti sostanze pericolose sono soggetti ad una disciplina particolare sia a quanto previsto direttamente dalla legge e cioè dal comma 5 dell’articolo 101 del D.Lgs. 152/06, sia per quanto previsto nella autorizzazione rilasciata dall’autorità
competente ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 108 del medesimo decreto.3
In proposito, per quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 108, va sottolineato che la presenza di una sostanza pericolosa in uno scarico è conseguente allo svolgimento presso uno di stabilimento di attività che comportano la produzione, la trasformazione o l’utilizzazione delle sostanze di cui alle Tabelle 3/A e 5 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto e che venga riscontrata negli scarichi, non in quantità superiore ai limiti previsti dalle tabelle bensì in quantità o concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità degli
strumenti di analisi.4
Tavola A. Limiti previsti dalle tabelle 3 e 4 per le sostanze individuate dalla tabella 5

Sostanze

Arsenico Cadmio
Cromo totale

Unità di misura
mg/l
mg/l mg/l

Acque
superficiali
£0 , 5
£0 , 0 2
£2

Pubblica fognatura
£0 , 5
£0 , 0 2
£4
Suolo

0 ,0 5

1
3

Art. 108 comma 2 D.Lgs. 152/06. Tenendo conto della tossicità, della persistenza e della bioaccumulazione

della sostanza considerata nell’ambiente in cui è effettuato lo scarico, l’autorità competente in sede di rilascio dell’autorizzazione fissa, nei casi in cui risulti accertato che i valori limite definiti ai sensi dell’articolo 101, commi 1 e 2, impediscano o pregiudichino il conseguimento degli obiettivi di qualità previsti nel Piano di tutela di cui all’articolo 121, anche per la compresenza di altri scarichi di sostanze pericolose, valori-limite di emissione più restrittivi di quelli fissati ai sensi dell’articolo 101, commi 1 e 2.
4 Art. 108 comma 1 D.Lgs. 152/06. Le disposizioni relative agli scarichi di sostanze pericolose si applicano agli stabilimenti nei quali si svolgono attività, e nei cui scarichi sia accertata la presenza di tali sostanze in quantità o concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità consentiti dalle metodiche di rilevamento in essere alla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, o, successivamente, superiori ai limiti di rilevabilità consentiti dagli aggiornamenti a tali metodiche messi a punto ai sensi del punto 4 dell’Allegato 5 alla parte terza del presente decreto.

Unità di Acque Pubblica

Sostanze Suolo
misura superficiali fognatura
Cromo VI mg/l £0 , 2 £0 , 2 ♦
Mercurio mg/l £0,005 £0,005 ♦
Nichel mg/l £2 £4 0 ,2
Piombo mg/l £0 , 2 £0 , 3 0 ,1
Rame mg/l £0 , 1 £4 0 ,1
Selenio mg/l £0 , 0 3 £0 , 0 3 0,002
Zinco mg/l £0 , 5 £1 , 0 0 ,5
Oli minerali persistenti e mg/l £5 £1 0 ♦
idrocarburi di origine
petrolifera persistenti
Fenoli mg/l £0 , 5 £1 0 ,1
Solventi organici aromatici mg/l £0 , 2 £0 , 4 0 ,0 1
Solventi organici azotati mg/l £0 , 1 £0 , 2 0 ,0 1
Composti organici mg/l £1 £2 ♦
alogenati (compresi i
pesticidi clorurati)
Pesticidi fosforati mg/l £0 , 1 0 £0 , 1 0 ♦
Composti organici dello ♦
stagno
Sostanze classificate ♦
contemporaneamente
“cancerogene” (R45) e
“pericolose per l’ambiente acquatico” (R50 e 51/53)
ai sensi del D.Lgs. 52/97 e
successive modifiche

(1) Per quanto riguarda gli scarichi in corpo idrico superficiale, nel caso di insediamenti produttivi aventi
scarichi con una portata complessiva media giornaliera inferiore a 50 m3, per i parametri della tabella 5, ad eccezione di quelli indicati sotto i numeri 2, 4, 5, 7, 15, 16, 17 e 18 le regioni e le province autonome nell’ambito dei piani di tutela, possono ammettere valori di concentrazione che superano di non oltre il 50% i valori indicati nella tabella 3, purché sia dimostrato che ciò non comporti un peggioramento della situazione ambientale e non pregiudica il raggiungimento gli obiettivi ambientali.

(2) Per quanto riguarda gli scarichi in fognatura, purché sia garantito che lo scarico finale della fognatura rispetti i limiti di tabella 3, o quelli stabiliti dalle regioni, l’ente gestore può stabilire per i parametri della tabella 5, ad eccezione di quelli indicati sotto i numeri 2, 4, 5, 7, 14, 15, 16 e 17, limiti di accettabilità i cui valori di concentrazione superano quello indicato in tabella 3.

Tavola B. Limiti previsti dalle tabelle 3 e 4 per le sostanze non individuate dalla

tabella 5.
Unità di

Sostanze
pH
SAR
Temperatura
Colore Odore
Materiali grossolani
Solidi sospesi totali*
BOD5 (come O2)
COD (come O2)
Alluminio
Bario
Berillio
Boro
Ferro
Manganese
Stagno
Vanadio
Cianuri totali (CN)
Cloro attivo libero
Solfuri (come S)
Solfiti (come SO2)
Solfati (come SO3)*
Cloruri*
Fluoruri
Fosforo totale (P)*
Azoto totale (N)*
Azoto ammoniacale
(come NH4)
Azoto nitroso (come
N)*
Azoto nitrico (come
N)*
Grassi e olii animali
vegetali
Aldeidi
Tensioattivi totali
Escherichia coli
Saggio di tossicità
acuta
misura

°C

mg/l mg/l mg/l mg/l mg/l
mg/l mg/l
mg/l mg/l mg/l
mg/l mg/l
mg/l mg/l mg/l mg/l mg/l mg/l mg/l
mg/l
mg/l

mg/l

mg/l

mg/l
mg/l
mg/l
UFC/100 ml
LC5024h
Acque superficiali
5,5 – 9,5

*
diluizione 1:20
non causa molestie
assenti
£80
£40
£160
£1
£20

£2
£2 £2
£10

£0,5
£0,2 £1 £1
£1000 £1200
£6
£10

£15

£0,6

£20

£20
£1
£2
5000

Organismi immobili dopo 24 ore <50%
del totale
Pubblica fognatura
5,5 – 9,5

*
Diluizione 1:40
non causa molestie
assenti
£200
£250 £500 £2,0


£4
£4 £4


£1,0
£0,3 £2 £2
£1000 £1200
£12 £10

£30

£0,6

£30

£40
£2
£4
5000

Organismi immobili
dopo 24 ore <80% del
totale
Suolo
6-8
10

assenti
25
20
100
1
10
0,1 0,5
2
0,2
3
0,1

0,2
0,5 (H2S)
0,5 (SO3) 500 (SO4)
200
12
15


0,5
0,5
5000
Organismi
immobili
dopo 24 ore
<50% del
totale