Rifiuti irritanti e/o corrosivi.

Rifiuti irritanti e/o corrosivi.
Frasi di rischio, pH, saggio in vitro?
Mauro Sanna

I riferimenti normativi

– Normativa in materia di rifiuti
La decisione 2000/532/CE della Commissione del 3 maggio 2000, che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all’articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti
pericolosi, Decisione successivamente modificata da:
• Decisione della Commissione del 16 gennaio 2001 (2001/118/CE)
• Decisione della Commissione 22 gennaio 2001 (2001/119/CE)
• Decisione del Consiglio del 23 luglio 2001 (2001/573/CE)
• Rettifica della Decisione 2001/118/CE (GUCE 2/10/2001)

– Normativa in materia di sostanze e preparati pericolosi
La Direttiva 67/548/CEE CE concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione,
all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose.
Il regolamento 1272/2008 (CLP) relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele come modificato dal Regolamento n. 790/2009 che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006, ha modificato e abrogato le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006.
La direttiva 88/379/CEE per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi recepita in Italia con Decreto Ministeriale 28 gennaio 1992 e che, ha subito nel corso degli anni modifiche e adeguamenti.
La Direttiva 90/492/CEE della Commissione del 5 settembre 1990 secondo
adeguamento al progresso tecnico della direttiva 88/379/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi.
Il Decreto Legislativo 16.7.98 n. 285 concernente la “attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi” ha recepito nel nostro ordinamento tutti gli adeguamenti al progresso tecnico della Direttiva 88/379 ed il quarto adeguamento contenuto nella Direttiva 96/65/CE dell’11 ottobre 1996.
Per preparato deve intendersi una miscela chimica a più componenti contenente almeno una sostanza pericolosa o che sia comunque classificata pericolosa ai sensi della normativa vigente in materia.
L’espressione di sostanza tossica per il ciclo riproduttivo è stata introdotta con la direttiva 92/32/CEE recante settima modifica alla direttiva 67/548/CEE. Il termine il teratogeno è stato sostituito dall’espressione sostanza tossica per il ciclo riproduttivo, in quanto più confacente dando una definizione più precisa, senza tuttavia modificare il concetto alla base. Corrisponde dunque al codice H 10 dell’allegato III della direttiva 91/689/CEE.
La classificazione e i numeri R si basano sulla direttiva 67/548/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose (GU L 196 del 16.8.1967, pag. 1) e successive modifiche. I limiti di concentrazione si riferiscono a quelli specificati nella direttiva 88/379/CEE per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dei preparati pericolosi (GU L 187 del 16.7.1988, pag. 14) e successive modifiche.
Di fatto nella normativa sui rifiuti le definizioni, le frasi di rischio le classi di pericolo adottate sono perciò quelle già adottate dalle norme relative alla classificazione dei
preparati pericolosi
Unica integrazione propria della normativa in materia di rifiuti è costituita dalla previsione, per alcune caratteristiche di pericolo di soglie limite specifiche per
determinate sostanze, la cui presenza in essi oltre il limite determina la loro
classificazione come pericolosi per quella specifica classe di pericolo che appunto compete a quelle sostanze.

Definizioni delle sostanze corrosive o irritanti
Sulla base del III annesso della Direttiva sui Rifiuti 2008/ 98 /CE i codici di pericolo
H4 a H8 relativi rispettivamente ai rifiuti irritanti e corrosivi sono:
• H4 “Irritante”:

 
sostanze o preparati non corrosivi il cui contatto immediato, prolungato o
ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione
infiammatoria
una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione
totale ³ 10%
una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37, R38 in
concentrazione totale ³ 20%

• H8 “Corrosivo”:

sostanze e preparati che, a contatto con tessuti vivi, possono esercitare
su di essi un’azione distruttiva
una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione
totale ³ 1%
una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione
totale ³ 5%
Le proprietà di irritante e corrosivo sono collegate tra loro per la capacità che hanno
di alterare e danneggiare i tessuti.
I preparati contenenti sostanze corrosive possono presentare sia proprietà corrosive che irritanti in funzione della loro concentrazione, ma può anche essere che sostanze classificate come irritanti possono risultare non corrosive, anche se le sostanze corrosive presentano proprietà irritanti a basse concentrazioni.

Concentrazioni limite stabilite per la classificazione dei rifiuti come pericolosi
perché corrosivi o irritanti
L’Articolo 2 della decisione 2000/532/CE stabilisce appunto per i codici di pericolo da H3 a H8 e per i codici H10 e H11, tra cui appunto H4 ed H8 , i valori di
concentrazione superati i quali, i rifiuti sono da classificare come pericolosi perché
presentano una o più caratteristiche indicate nell’allegato III della direttiva 91/689/CEE.
Per codici di pericolo H4 ed H8 , le caratteristiche previste sono:

una o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale
³ 1 %,
una o più sostanze corrosive classificate come R34 in concentrazione totale
³ 5 %,
una o più sostanze irritanti classificate come R41 in concentrazione totale ³
1 0 %,
una o più sostanze irritanti classificate come R36, R37, R38 in
concentrazione totale ³ 20 %,
Frasi di rischio
Le frasi di rischio associate alle sostanze irritanti e/o corrosive sono:

R 34: Provoca ustioni.
R 35: Provoca gravi ustioni. R 36: Irritante per gli occhi.
R 37: Irritante per le vie respiratorie. R 38: Irritante per la pelle.
R 39: Pericolo di effetti irreversibili molto gravi. R 41: Rischio di lesioni oculari gravi.
R 36/37: Irritante per gli occhi e le vie respiratorie. R 37/38: Irritante perle vie respiratorie e la pelle. R 36/38: Irritante per gli occhi e la pelle.
R 36/37/38: Irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle.

Procedura per la determinazione delle classi di pericolo H4 e H8

Quando da un processo è possibile che si generino due categorie di rifiuti a cui
competono due codici speculari uno pericoloso e uno non pericoloso. il detentore di questo rifiuto potrà adottare il codice non pericoloso, solo verificando per via analitica, la presenza o l’assenza nel rifiuto di sostanze pericolose, solo caratterizzandolo in modo rappresentativo, corretto completo ed esaustivo, una volta
che si è esclusa la presenza di sostanze pericolose il rifiuto potrà essere classificato come non pericoloso.
Infatti l’allegato alla Decisione prevede che per i rifiuti classificati come pericolosi per le classi di pericolo H3, H4, H5, H6, H7, H8, H10 ed H11 non con un codice assoluto ma con codici CER speculari, nella cui definizione, contenuta nell’elenco allegato alla decisione, è presente un riferimento generico specifico ad una sostanza pericolosa, si potrà verificare in concreto se essi debbano essere classificati effettivamente come
pericolosi. (1)
A tal fine si potrà procedere, per queste classi di pericolo H4 e H8 irritante e corrosivo, a verificare in concreto se i rifiuti oggetto dell’esame debbano essere classificati effettivamente come pericolosi, si procederà, perciò per ciascuna classe di pericolo, ad individuare le sostanze che determinano quelle particolari caratteristiche di pericolo.
Una volta che siano state individuate tali sostanze, si procederà alla loro determinazione quantitativa così da comparare la concentrazione riscontrate con i limiti e le soglie previste dall’articolo 2 della decisione 2000/532/CE.
Se le concentrazioni rilevate risultano inferiori a quelle limite, si dovrà anche procedere alla sommatoria delle diverse sostanze riscontrate, secondo quanto previsto dagli allegati alla direttiva 1999/45/CE, al fine di verificare se i rifiuti indagati debbano essere classificati come pericolosi, in quanto contenenti le sostanze pericolose in concentrazione totale superiore a quella prevista dai suddetti allegati, per i preparati in miscela.
Nel caso che un rifiuto complesso da analizzare contenga sostanze pericolose con valori molto bassi o molto alti di pH tali da produrre per lisciviazione un eluato con un
pH ³ 2 o un pH ³ 11,5 si potrà concludere che il rifiuto è corrosivo ed è pericoloso per
la classe H 8.
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1)

In questo caso per avere una misura della capacità di un acido o di un alcali di
mantenere il pH misurato si può procedere alla determinazione della riserva acido/alcalina, che insieme con il pH da una indicazione sulle caratteristiche di
corrosività del rifiuto. (2)
Quando la riserva acido/alcalina misurata non evidenzi che il rifiuto con un pH esterno all’intervallo 2 – 11,5 è corrosivo, tale condizione dovrà essere confermata con un saggio in vitro convalidato, infatti esso potrebbe comunque essere irritante o corrosivo per altre cause ad esempio per la presenza di idroperossidi organici.
Il saggio in vitro sarà da utilizzare solo quando le sostanze presenti nel rifiuto pertinenti alle frasi di rischio relative al corrosivo ed irritante o la misura del pH non possano essere determinate come evidenziato schematicamente nelle tavole A e B.

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2)

Tavola A
Criteri per la classificazione di un rifiuto come pericoloso con classe di pericolo H4 ai sensi della Decisione 2000/532/CE e s.m.i. e del DM 28/02/2006 perché contenente
le sostanze pericolose per le frasi di rischio R34 o R35

Il rifiuto contiene una delle
NO sostanze classificate come SI

corrosive con le frasi di rischio
R34 o R35?

SI

La concentrazione totale delle
sostanze corrosive presenti nel
rifiuto classificate R35 è ³ 1% ?

NO

La concentrazione totale delle
sostanze corrosive presenti nel
rifiuto classificata R34 è ³ 5% ?

NO
SI
SI
Il rifiuto può produrre un SI

lisciviato con un pH £ 2 o ³
11,5?

NO

Un test specifico ed appropriato
da una risposta positiva per la
classe di pericolo H4?

NO
SI
Il rifiuto non è da classificare come Il rifiuto è da classificare come
pericoloso per la presenza di sostanze pericoloso per la presenza di
corrosive sostanze corrosive

Tavola B
Criteri per la classificazione di un rifiuto come pericoloso con classe di pericolo H8 ai sensi della Decisione 2000/532/CE e s.m.i. e del DM 28/02/2006 perché contenente
le sostanze pericolose per le frasi di rischio R36, 37, 38 o R41

Il rifiuto contiene una delle

NO
sostanze classificate come irritanti con le frasi di rischio R36, R37,
R38 o R41?

SI

La concentrazione totale delle
SI
SI

sostanze irritanti presenti nel
rifiuto classificate R41 è ³ 10% ?

NO

La concentrazione totale delle
sostanze irritanti presenti nel SI
rifiuto classificata R36, R37, R38
singolarmente o con frasi di
rischio combinate è ³ 20% ?

NO

Il rifiuto può produrre un lisciviato SI
con un pH £ 2 o ³ 11,5 ?

NO

Un test specifico ed appropriato SI
da una risposta positiva per la
classe di pericolo H8 ?

NO

Il rifiuto non è da classificare come pericoloso Il rifiuto è da classificare come
per la presenza di sostanze irritanti pericoloso per la presenza di
sostanze irritanti